𝐈 𝐝𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 “𝐫𝐨𝐛𝐨𝐭 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨” 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞. 𝐌𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞
𝐓𝐞𝐦𝐢, 𝐫𝐢𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐢, 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞: tutto disponibile in pochi secondi con un comodissimo clic. A 11 anni i 𝐛𝐢𝐦𝐛𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 sanno già usare le piattaforme di 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 (IA): nelle scuole superiori, a 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚, ma anche in un corso di studi di 𝐔𝐧𝐢𝐟𝐞, lavorano docenti che hanno dovuto annullare l’esito di test più che sospetti riguardo ai reali autori delle prove (𝐪𝐮𝐢 𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨). 𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐞 è considerato un’azione che agevola il controllo su queste “tentazioni” che rischiano, affermano i professori, di 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢.
𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐅𝐄𝐑𝐑𝐀𝐑𝐄𝐒𝐄
𝐍𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐭𝐞𝐧𝐞𝐢 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮’ 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚. Tra gli iscritti all’università il “giochino” è talmente conosciuto che 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐟𝐚 𝐔𝐧𝐢𝐟𝐞 𝐡𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐥𝐢𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐞𝐬𝐚𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐢𝐧 𝐒𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐦𝐨𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 perché alcuni iscritti hanno utilizzato 𝐂𝐡𝐚𝐭𝐆𝐩𝐭 𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐚𝐩𝐩 𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐢 per selezionare la risposta corretta alle domande con scelta multipla. Negli istituti superiori non si segnalano ad oggi emergenze generalizzate, piuttosto 𝐜𝐚𝐬𝐢 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐢𝐜𝐞𝐛𝐞𝐫𝐠, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨.
𝐒𝐈𝐌𝐔𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐆𝐋𝐈 𝐄𝐑𝐑𝐎𝐑𝐈
𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞’ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞. Ad esempio si può cercare di truccare le carte chiedendo al servizio interattivo di 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 per rendere la prestazione scolastica più “realistica”. Un esempio. L’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨𝐜𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨: «Puoi riscrivere il testo con alcuni errori che potrebbe fare uno studente poco brillante?». Da 𝐂𝐡𝐚𝐭𝐆𝐏𝐓 la risposta è pressoché immediata: «Ecco il testo con alcuni errori, anche grammaticali, sintattici e di coerenza logica».
𝐀 𝐋𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐋’𝐈𝐀
𝐆𝐥𝐢 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 con interesse alle prospettive che una risorsa potente come l’IA può aprire per la 𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐭𝐢𝐜𝐚, a favore degli 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 e degli 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢. A scuola si fa 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 mirata utilizzando i fondi del 𝐏𝐧𝐫𝐫.
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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