𝐒𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚

𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚

Informazione/Contratto giornalisti, trattativa in salita. Gli editori vogliono giovani redattori in grado di fare tutto per quattro soldi

𝐋𝐚 𝐅𝐧𝐬𝐢: 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐨. 𝐌𝐚 𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐞𝐠 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐚𝐝 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

(tempo di lettura: 7′)

𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐅𝐧𝐬𝐢 (sindacato dei giornalisti) e 𝐅𝐢𝐞𝐠 (Federazione degli editori) la meta del 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚 resta ancora lontana mentre l’ultimo documento condiviso e firmato 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝟗 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚. Oggi 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐞, per un 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐨𝐟𝐨𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐨 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐯𝐨 e produrre informazione per il 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞́ 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨. 𝐆𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢 perché sono saltate 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 mentre 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐧𝐧𝐚𝐭𝐚 e gli 𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 rischiano di allungarsi a dismisura a causa del 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐯𝐮𝐨𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 (quasi tutti gli editori si presentano al ministero del Lavoro dopo aver redatto 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐫𝐧 𝐨𝐯𝐞𝐫 𝐚𝐥 𝟓𝟎%).

𝐈𝐍𝐂𝐇𝐈𝐄𝐒𝐓𝐄 𝐒𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐀𝐏𝐏𝐄𝐀𝐋

𝐋𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 sono sempre più condizionate dal 𝐜𝐚𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚’. E se due o tre decenni fa per essere assunti in una redazione 𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐬𝐢𝐚𝐬𝐢 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨, 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 che ricevono la proposta 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐚𝐧𝐨. Succede anche in altre professioni, come l’𝐚𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚. I Dipartimenti di Giurisprudenza, ad esempio, hanno visto calare vertiginosamente i loro iscritti dai tempi di 𝐌𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐮𝐥𝐢𝐭𝐞. Anche le 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 che hanno marcato la storia del 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨 negli ultimi 50 anni, dallo 𝐬𝐜𝐚𝐧𝐝𝐚𝐥𝐨 𝐖𝐚𝐭𝐞𝐫𝐠𝐚𝐭𝐞 svelato dal 𝐖𝐚𝐬𝐡𝐢𝐧𝐠𝐭𝐨𝐧 𝐏𝐨𝐬𝐭 al caso della 𝐩𝐞𝐝𝐨𝐟𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 cattolica sollevato del 𝐁𝐨𝐬𝐭𝐨𝐧 𝐆𝐥𝐨𝐛𝐞 solo per citare gli esempi più noti, non esercitano più lo stesso fascino sulle 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 che aveva invece convinto i padri ed entusiasmato i nonni.

𝐋’𝐈𝐍𝐂𝐎𝐆𝐍𝐈𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐈𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐀𝐑𝐓𝐈𝐅𝐈𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄

𝐏𝐞𝐫 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐯𝐢 𝐬𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 “𝐛𝐮𝐬𝐢𝐧𝐞𝐬𝐬” (dai 𝐩𝐨𝐝𝐜𝐚𝐬𝐭 agli accordi per le 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐞 𝐚 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐨, dalla produzione di 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐚 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚 all’organizzazione di eventi) che in alcuni casi rischiano di condizionare l’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. Su questo contesto si innesta la trattativa per il nuovo 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 che sta rischiando di arenarsi perché il divario fra le posizioni delle controparti sembra allargarsi ogni giorno di più aprendo la strada alla prospettiva di un “𝐚𝐮𝐭𝐮𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐨”, una stagione di lotta che metterà alla prova 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚. Tra i temi divisivi uno dei più insidiosi é l’uso dell’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, che gli editori vogliono usare senza limiti e può generare 𝐮𝐧’𝐞𝐜𝐚𝐭𝐨𝐦𝐛𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 o 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, già al lumicino. Di seguito la posizione attuale di Fnsi e Fieg.

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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𝐃𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐢 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢, che hanno espresso la loro posizione sull’andamento e le difficoltà della trattativa

  • 𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐅𝐍𝐒𝐈 (𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐋𝐈𝐒𝐓𝐈)

«𝐍𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝟗 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 sono stati erosi dal 𝟏𝟗,𝟑% 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 certificata dall’Istat. In questi stessi anni diversi 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 , sono stati rinnovati: non quello dei 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢, fermo al 𝟐𝟎𝟏𝟔. Gli editori, però, nel frattempo hanno incassato 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝟐𝟒𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐢𝐧 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 e hanno alleggerito le redazioni (𝐦𝐞𝐧𝐨 𝟏𝟓% 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐢), aumentando il 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐚𝐫𝐢𝐢𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐨: un articolo viene retribuito in media 10 euro lordi (nelle piccole redazioni molto meno, ndr). Un meccanismo che ha garantito alla stragrande maggioranza degli editori di 𝐦𝐚𝐜𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢.

𝐃𝐚 𝟏𝟓 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 si sta confrontando con la 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐄𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢 per rinnovare il 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨, chiedendo aumenti dignitosi per il 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨, investimenti sui 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢, linee guida per governare la trasformazione digitale, a partire dall’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, idee e progetti per 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 con l’obiettivo di alzare 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐤𝐞 𝐧𝐞𝐰𝐬. La 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 sancisce il diritto di ogni lavoratore a una 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 che, per i giornalisti, è anche una 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ e per i lettori una certezza di qualità: solo retribuzioni adeguate possono assicurare un 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 e, quindi, un’informazione certa e a difesa dei cittadini.

𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 agli editori, più concentrati sul 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 e sul prossimo giro di valzer per chiedere 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐢 𝐚𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 piuttosto che sulle numerose sfide imposte dalla 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 per cercare, insieme ai giornalisti, la strada per superare una 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞. 𝐍𝐨𝐧 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐀, sul rapporto coi 𝐠𝐢𝐠𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐰𝐞𝐛 che condizionano sempre di più l’informazione (omologandola), sulle 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, rimandando a chissà quando ogni discussione. Con un evidente problema: rinviare ancora nel caso dell’editoria significa soccombere, 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐚. Ma anche quando si è provato a trattare un accordo ponte solo per il rinnovo economico, lo schema si è ripetuto. Il 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 è la linea di demarcazione di tutto il mondo del lavoro del nostro paese.

𝐋’𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐞𝐠, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞, 𝐞̀ 𝐝𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 rispetto ai 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 degli altri lavoratori del nostro Paese i cui redditi reali sotto l’impulso delle organizzazioni sindacali si sono rafforzati. Non solo: mentre da tempo è in atto una progressiva 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, gli editori al tavolo hanno chiesto 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝’𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥 𝐫𝐢𝐛𝐚𝐬𝐬𝐨. 𝐔𝐧 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 sulle assunzioni obbligatorie per legge in seguito a 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 (che per gli editori, dal 2022, sono completamente gratuiti) e per questo inaccettabile. Come 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 continueremo a fare il nostro dovere di informare i cittadini con coscienza e impegno, ma siamo anche 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢».

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  • 𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐅𝐈𝐄𝐆 (𝐄𝐃𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈)

«𝐋𝐚 𝐅𝐢𝐞𝐠 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨, rinnovato per l’ultima volta nel giugno 2014, sia rimasto 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 e presenti un elevato grado di rigidità, tanto per gli aspetti normativi quanto per gli 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢. Abbiamo pertanto più volte proposto al sindacato di affrontare insieme la sfida di una 𝐫𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 che prevedesse, tra l’altro, un protocollo specifico per favorire le 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢, così come già sperimentato con successo nei contratti dei poligrafici e dei dirigenti. Abbiamo invece registrato l’indisponibilità a perseguire la strada di un vero rinnovamento da parte del sindacato che intende limitarsi ad un 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 “𝐩𝐨𝐧𝐭𝐞” 𝐝𝐢 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 finalizzato al 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, senza poter incidere sulla modifica di istituti vetusti e ormai insostenibili come il mantenimento del 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐱 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐞𝐩𝐩𝐮𝐫 𝐚𝐛𝐫𝐨𝐠𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟕𝟕.

𝐈𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐞̀ 𝐝𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 come l’oneroso meccanismo degli 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ in percentuale previsto dal Cnlg (laddove ormai quasi tutti i ccnl stabiliscono aumenti in cifra fissa) abbia sostanzialmente 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 nell’ultimo decennio e le Aziende, sebbene nello stesso periodo di riferimento abbiano registrato un 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐯𝐢 𝐝𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀, hanno confermato la disponibilità ad un 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟒 pur in assenza di risparmi contrattuali. Sul tema dell’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 la Fieg ribadisce che la soluzione alle preoccupazioni espresse dal sindacato 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 di utilizzo destinati ad “invecchiare” precocemente, ma piuttosto occorre un approccio etico da parte delle aziende con la possibilità di dotarsi di 𝐂𝐨𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢. Stupisce pertanto l’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐭𝐨 che ha finora rifiutato tutte le disponibilità messe in campo dagli 𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 e ribadiamo la nostra volontà di addivenire ad una soluzione condivisa della vertenza contrattuale».

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