𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐧𝐭𝐢𝐭𝐫𝐮𝐬𝐭 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨𝐧: «𝐇𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐫𝐢 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐠𝐚𝐧𝐧𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐧𝐢𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞»
(tempo di lettura: 3′)
𝐃𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 si può nascondere la trappola ai danni dello spettatore poco accorto o informato che, al momento dell’acquisto, si trova di fronte ad uno 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐭𝐯, a scapito delle proprie tasche. 𝐅𝐢𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨, 𝐫𝐢𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐥𝐞 perché a coprire gli atti dell’azienda che non rispetta le regole ci sono spesso documenti criptici scritti da avvocati e clausole legali stampate per chi ha una vista in grado di competere con un microscopio. Ricevere un “pacco” e 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐬𝐢, 𝐩𝐞𝐫𝐨’, 𝐧𝐨𝐧 𝐞’ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞: se la questione ha un fondamento e viene sollevata nelle sedi competenti 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐞𝐳𝐳𝐞 può trovare nella buchetta un bel conto da pagare. In questo post 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐃𝐨𝐧𝐚’, presidente dell’𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢, racconta l’esito di un procedimento a carico di una ditta specializzata nel commercio di materassi (𝐪𝐮𝐢: https://lc.cx/MAXEDW). Le modalità utilizzate dalla società che commercializza il marchio “𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨𝐧”, sanzionata, sono state ritenute ingannevoli dall’𝐀𝐧𝐭𝐢𝐭𝐫𝐮𝐬𝐭, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
𝐔𝐍 𝐀𝐅𝐅𝐀𝐑𝐄 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐂𝐇𝐈 𝐕𝐄𝐍𝐃𝐄
𝐍𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐫𝐢𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢 𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐡𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐭 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐥𝐳𝐚𝐧𝐭𝐞, trasmessi spesso all’ora di pranzo tra un tg e una serie tv, per 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐥𝐚𝐩𝐩𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 che attendono il loro programma preferito, ma soprattutto quanto avviene poi a domicilio, durante i successivi incontri tra gli operatori dell’azienda e gli acquirenti con la sottoscrizione del contratto di acquisto. 𝐒𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐟𝐢𝐭𝐭𝐢𝐳𝐢, distanze siderali tra fantomatici 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐞 𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 che dovrebbero insospettire chi compra e che sono solo uno specchietto per le allodole per catturare l’attenzione del potenziale cliente e cedere il prodotto 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐢𝐮’ 𝐚𝐥𝐭𝐨 di quello fissato da un listino sbandierato ma inesistente. L’𝐀𝐧𝐭𝐢𝐭𝐫𝐮𝐬𝐭 ha inflitto all’azienda che commercializza il marchio “𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨𝐧” una multa di 𝟑 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 che, come commenta Donà, é una goccia nel mare.
𝐀 𝐃𝐎𝐌𝐈𝐂𝐈𝐋𝐈𝐎 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐙𝐙𝐎 𝐃𝐄𝐂𝐎𝐋𝐋𝐀
𝐋’𝐀𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚’, 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐥’𝐚𝐝𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 (𝐪𝐮𝐢: https://lc.cx/ALqTtn), spiega che «nella successiva visita a domicilio, gli agenti/venditori hanno spinto i consumatori, in alcuni casi anziani, anche tramite 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐠𝐚𝐧𝐧𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐨 𝐝𝐞𝐧𝐢𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 su caratteristiche e tempi di consegna dei materassi oggetto delle tele promozioni, ad acquistarne altri 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮’ 𝐞𝐥𝐞𝐯𝐚𝐭𝐢. Questo comportamento ha consentito alla società “Emme Group” di vendere un numero significativamente maggiore di materassi ad 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝟑.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 rispetto a quelli oggetto delle televendite, pubblicizzati a prezzo scontato».
𝐈𝐋 𝐃𝐈𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐑𝐄𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎
𝐋’𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 “𝐀𝐥𝐭𝐫𝐨𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨”, 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 (𝐪𝐮𝐢: https://lc.cx/JRh3y4), sottolinea che «per tutti gli acquisti o i contratti a “distanza”, quindi quelli effettuati attraverso televendita, al telefono, online oppure fuori dai locali commerciali (per esempio porta a porta o in uno stand di un centro commerciale), il 𝐂𝐨𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨 prevede sempre 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝟏𝟒 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 dal ricevimento del prodotto o dalla firma del contratto. Per esercitarlo è sufficiente 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐨 𝐚𝐥 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨, senza fornire alcuna motivazione o giustificazione. Si tratta del cosiddetto 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, per esercitarlo si puo’ utilizzare il modello di lettera da inviare direttamente all’esercente. I 14 giorni diventano 𝟑𝟎 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 quando l’acquisto è avvenuto a seguito di una visita a domicilio non prevista (quindi l’estensione a 30 giorni non vale se il cliente ha prenotato la visita come il caso dei materassi “Marion”)».
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
* La foto in evidenza (sede dell’Antitrust) tratta da Wikimedia Commons, by Blackcat
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